Di ritorno da un viaggio studio organizzato dal Gruppo fischer tra Shenzhen, Guangzhou e Shanghai, il bilancio è chiaro:
Abbiamo visto impianti di nuova generazione, fabbriche costruite e avviate in tempi record, automazione avanzata ovunque, e una forte spinta alla spettacolarizzazione dell’innovazione (showroom, demo, soluzioni visionarie).
Eppure, tra i dati e i robot, restano immagini significative: linee di personalizzazione con numerose persone all’opera, ritmi intensi, in spazi produttivi pensati per la performance.
In Europa, siamo abituati a mettere la persona al centro, riflettendo su sicurezza, ergonomia, partecipazione e benessere organizzativo.
In Cina, almeno per quanto osservato, il focus resta sulla scalabilità, sull’efficienza e sulla velocità di esecuzione.
Un’altra grande differenza?
Da noi si regolamenta prima e si innova poi.
Lì si innova prima, e solo dopo ci si pone la domanda: servono regole?
Questa flessibilità accelera lo sviluppo, ma apre interrogativi profondi su come garantire un progresso sostenibile, anche a livello umano e sociale.
Non è una provocazione, ma una riflessione strategica.
Possiamo davvero parlare di “progresso” se l’innovazione non è progettata con e per le persone?
L’Europa può certamente trarre ispirazione dalla spinta cinese verso l’innovazione rapida, ma non dovrebbe rinunciare alla propria identità: una tecnologia che abilita, non che consuma, e che riconosce nella persona un valore insostituibile.
Secondo te:
Se anche tu stai riflettendo su come guidare il miglioramento aziendale in modo strutturato e sostenibile, trovi spunti utili qui:
Miglioramento aziendale: un percorso su misura per ogni organizzazione
Federico Lazzarini
Federico Lazzarini è General Manager e consulente direzionale di fischer Consulting, con oltre 25 anni di esperienza in aziende industriali dei settori farmaceutico e manifatturiero, tra cui GlaxoSmithKline, Amcor e Aprilia. Lean Six Sigma Master Black Belt, si occupa di Lean Transformation, gestione delle Operations e Supply Chain.