Cross-docking è una parola diventata di uso comune per chi mastica di logistica, ma per i neofiti, che cosa significa?
Per cross-docking indichiamo quella metodologia di gestione delle merci che permette di evitare lo stoccaggio in strutture complesse, velocizzando le attività sia di scarico che di carico mezzi.
L’obiettivo del cross-docking, rispetto a tutte le altre tecniche di stoccaggio, è proprio quello di velocizzare la gestione dello stock pallettizzato e non, evitando attività di messa a vano o di messa a stock, gestendo la merce a terra. Oltre a questo, la merce dovrà essere dislocata il più vicina possibile alle bocche di carico e scarico, in modo da agevolare gli operatori e accelerare le operazioni di carico seguente.
Immaginate di trovarvi in zona di carico/scarico: la merce appena scaricata dal mezzo in baia può essere posizionata in un’area a terra nelle immediate vicinanze, pronta per essere prelevata e spedita nel prossimo carico.
L’area a terra deve essere dimensionata in modo da poter contenere tutte le merci in transito nel magazzino per un certo lasso di tempo (un giorno, una settimana, ecc.).
utta la merce uscita e scaricata da un mezzo può essere caricata in un altro mezzo diretto ad un’altra destinazione, o smistata e caricata su più mezzi diretti in tante destinazioni diverse.
In questo modo diversi prodotti arrivati da trasporti differenti possono essere smistati e caricati direttamente in un unico trasporto diretto a una o più destinazioni, ottimizzando quindi il carico e il percorso organizzato per quel mezzo.
La gestione dell’area a terra è uno dei vincoli per l’adozione del cross-docking in magazzino: infatti, se gli scarichi dai mezzi in entrata superano il numero di carichi dei mezzi in uscita, c’è rischio forte che l’area in breve tempo si saturi.
La merce in ingresso o in uscita dal magazzino deve essere movimentata nel più breve tempo possibile. Questo è chiaro ai più, perché qualsiasi movimento in più fatto dal carrellista aggiunge tempi e costi, che nessuno è disposto a pagare. Per la merce pronta, che non deve essere smistata o prelevata in modo discreto il cross-docking diventa un’opportunità, per
La merce che non può essere organizzata in area di cross-docking è essenzialmente ciò che:
In linea di massima quindi, tutto ciò che rimane in giacenza a magazzino meno di una settimana lavorativa, può essere smistato e organizzato in modalità cross-docking; ciò invece che non uscirà entro una settimana da magazzino, potrà essere portato a scaffalatura o in una zona dedicata allo stoccaggio.
Per supportare e mantenere alte performance in area di cross-docking, è necessario attivare delle caratteristiche ben specifiche, che si possono dividere tra elementi infrastrutturali, come:
ed elementi organizzativi, come:
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Federico Lazzarini
Federico Lazzarini è General Manager e consulente direzionale di fischer Consulting, con oltre 25 anni di esperienza in aziende industriali dei settori farmaceutico e manifatturiero, tra cui GlaxoSmithKline, Amcor e Aprilia. Lean Six Sigma Master Black Belt, si occupa di Lean Transformation, gestione delle Operations e Supply Chain.