Il work in progress o WIP è una tipologia di scorta, in ambito manifatturiero sono solitamente semilavorati o prodotti non finiti che richiedono ulteriori lavorazioni, processi di assemblaggio e/o ispezione.
Le materie prime che non hanno ancora subito lavorazioni non sono WIP. Le aziende possono mantenere WIP per gestire variabilità o picchi; tuttavia il WIP è uno spreco (come l’inventario) perché blocca denaro e risorse. In contesti complessi anche piccole quantità di scorte in lavorazione, sommate su molte linee, generano ingenti capitali immobilizzati e ritardi.
Una quantità minima di WIP è fisiologica; un WIP alto o non controllato rallenta il flusso, allunga il lead time e immobilizza capitale. Ridurre e gestire il WIP è una leva chiave di lean manufacturing per aumentare throughput, affidabilità delle consegne e flusso di cassa.
I work in progress sono considerati un tipo di spreco proprio come l’inventario in quanto immobilizzano denaro per un certo periodo di tempo. In un grande impianto di produzione anche piccole quantità di WIP possono sommarsi e tradursi in ingenti somme di capitale bloccato.
La presenza di work in progress non necessari può anche essere un indicatore di una catena di approvvigionamento inaffidabile, mancanza di un’adeguata pianificazione della produzione, sbilanciamento della linea di produzione o della catena di approvvigionamento che provocano ritardi e conseguentemente un aumento del lead time.
Lead Time = WIP / Exit Rate
Un WIP (Work In Progress) elevato o non controllato aumenta i costi nel conto economico (movimentazione e stoccaggio, set‑up ripetuti, rilavorazioni/scarti, assorbimento di overhead), riduce la produttività e allunga il lead time, ritardando il riconoscimento dei ricavi e comprimendo il margine lordo;
Può generare accantonamenti per obsolescenza e penali/sconti commerciali.
Sullo stato patrimoniale, il WIP si registra come rimanenze di semilavorati: la sua crescita incrementa il capitale circolante netto, riduce la liquidità e, se datato, richiede svalutazioni che impattano il patrimonio netto.
Attenzione al rischio di “over‑capitalization” quando troppo overhead viene capitalizzato nelle rimanenze. Nel flusso di cassa operativo, più WIP significa più DIO (Days Inventory Outstanding) e un Cash Conversion Cycle (CCC = DIO + DSO − DPO) più lungo: l’aumento delle rimanenze è un assorbimento di cassa, mentre la riduzione del WIP libera cassa (≈ ΔWIP × costo standard), migliora il CF, riduce il fabbisogno di finanziamento e i costi di gestione delle scorte.
Ad esempio, una pasticceria può cuocere le basi di pasta frolla per fare diverse crostate e conservarle nella stanza fresca fino a quando il pasticcere non è pronto per usarle. Le basi di pasta per crostate sono di migliore qualità quando vengono preparate prima e lasciate riposare. Possono essere utilizzati anche per crostate diverse, quindi il rischio che vadano sprecati è minimo.
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Federico Lazzarini
Federico Lazzarini è General Manager e consulente direzionale di fischer Consulting, con oltre 25 anni di esperienza in aziende industriali dei settori farmaceutico e manifatturiero, tra cui GlaxoSmithKline, Amcor e Aprilia. Lean Six Sigma Master Black Belt, si occupa di Lean Transformation, gestione delle Operations e Supply Chain.
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