Quando si prenota una camera d’albergo per un viaggio di lavoro è ormai comune affidarsi a sistemi avanzati per determinare la tariffa da pagare. Allo stesso modo, quando si utilizza un’applicazione di navigazione, é possibile beneficiare di un sistema intelligente che ti aiuta a calcolare il percorso più efficiente per raggiungere la tua destinazione.
E in azienda?
Alcuni uffici del personale usano già alcuni algoritmi per studiare curricula o valutare le soft skill. In produzione una macchina può mostrarti che ci sono segni di usura e consigliarti la manutenzione preventiva, evitando fermi di produzione costosi.
Tutto ciò é possibile grazie all’intelligenza artificiale
La vera differenza nell’utilizzo dell’IA è data dall’importante ruolo svolto dagli esseri umani nel porre i giusti paletti e formulare le domande appropriate. L’IA può fornire informazioni, suggerire soluzioni e prendere decisioni basate sui dati, ma è necessaria la guida umana per impostare i parametri corretti e interpretare i risultati.
Come abbiamo raccontato nel post Trasformazione Data-Driven, le imprese che sono più performanti sono anche quelle che hanno adottato pratiche di gestione dei dati più evolute.
L’IA può svolgere un ruolo chiave, consentendo alle aziende di sfruttare al meglio i dati, prendere decisioni informate e migliorare l’efficienza operativa, ma c’é un prerequisito:
Un dato é considerato robusto quando:
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Federico Lazzarini
Federico Lazzarini è General Manager e consulente direzionale di fischer Consulting, con oltre 25 anni di esperienza in aziende industriali dei settori farmaceutico e manifatturiero, tra cui GlaxoSmithKline, Amcor e Aprilia. Lean Six Sigma Master Black Belt, si occupa di Lean Transformation, gestione delle Operations e Supply Chain.